Prima i giudici dei senatori

Dopo il 19 ottobre. Con tutta probabilità il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi sarà pronunciato dall’aula del Senato solo dopo che la Corte d’appello di Milano si sarà espressa sul ricalcolo dei termini dell’interdizione dell’ex premier. Un ulteriore elemento per rafforzare i convincimenti dell’ampio fronte (dal Pd al M5s) già orientato a esprimere pollice verso sul futuro parlamentare del Cav.

Un complesso risiko di scadenze e norme che si incrociano e si sovrappongono. Andando con ordine: la Corte di cassazione ha rimandato al secondo grado di giudizio la pena accessoria d’interdizione della sentenza d’Appello sui diritti Mediaset. Troppi i 5 anni stabiliti dai pm meneghini, chiamati a ricalcolarla da un minimo di uno ad un massimo di tre. Una decisione, quest’ultima, che verrà presa per l’appunto sabato 19 (a meno di imprevedibili slittamenti).

Politicamente, con l’interdizione ricalcolata, sarebbero i giudici a sancire la definitiva inagibilità politica di Berlusconi, svuotando parzialmente di significato il voto di Palazzo Madama, qualora slittasse oltre a tale data. Un’ipotesi tutt’altro che peregrina.

Continua sull’Huffingtonpost.



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