Italia 4000 stelle

“Quando ho incontrato Renzi, perché mi avete obbligato, ho agito male, d’istinto. Adesso lo prenderei per la testa e gli direi: ‘Matteo, fai presto a distruggere il Paese, sii più veloce. Sei lento, abbiamo bisogno di uno shock'”. Per due volte dal palco del Circo Massimo Beppe Grillo ripete lo stesso concetto. Un augurio al contrario: quello che l’Italia fallisca in fretta per dare la spinta decisiva verso Palazzo Chigi al Movimento 5 stelle. Quella che l’ex-comico puntasse allo sfascio per lanciare definitivamente la sua creatura è una sensazione che in tanti hanno messo in questi mesi nero su bianco. Ma è la prima volta che viene pronunciata senza ambiguità proprio dal leader.

La piazza lo applaude, così come si spella le mani quando attacca il Jobs act di Matteo Renzi e i “finti amici della sinistra”: “Preferisco uno come Berlusconi che combatte per le sue aziende, un nemico dichiarato,a quelli che per 20 anni hanno fatto i cazzi loro”. Tra gli strali non mancano di certo quelli diretti al Quirinale: “A Bagarella e Riina l’Alta Corte ha impedito di assistere alla testimonianza di Napolitano: gli hanno tolto questo sacrificio. Era troppo sopportare la testimonianza di Napolitano dopo il 41 bis”.

Non ci sono novità sostanziali nell’effluvio di Grillo, che recita su un canovaccio a lui congeniale. Davanti non una semplice piazza, come era accaduto a Genova per il V-Day, ma una distesa di 199 gazebo. Tra i palco e i tendoni, uno spiazzo dove si ammassa qualche migliaio di persone per ascoltare il proprio leader. Difficile tenere il conto, per la disposizione dei punti informativi, che lasciano l’area interna del Circo Massimo vuota e aiutano a disperdere la folla. Gli organizzatori, in un improvviso harakiri comunicativo, spiegano che “siamo in 4mila”. Numeri che impressionano se paragonati alla potenzialità attrattiva di Grillo del recente passato.

Continua sull’Huffingtonpost.



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