Quirinanellum

Fine di una storia. Una storia in cui in Italia c’erano da un lato i cattolici e dall’altro i laici, da una parte i democristiani e dall’altra i social-comunisti. Una storia in cui tutti facevano della confessione religiosa uno dei criteri per scegliere la propria barricata, le proprie amicizie, le proprie abitudini. E un proprio presidente della Repubblica.

Una storia sgretolata, spazzata via proprio da quelli che, dopo tre elezioni che hanno visto salire al soglio quirinalizio un laico (prima Ciampi poi, per due volte, Napolitano), dovrebbero passare all’incasso. Bocciato il criterio dell’alternanza come una delle variabili che dovrebbero portare alla scelta. E, soprattutto, non convince Sergio Mattarella, il nome che più autorevolmente potrebbe dare una guida, un senso, a una battaglia di questo tipo. Una doppia stroncatura ricca di sfumature, distinguo, divergenze d’opinioni, figlie del variegato mondo cattolico italiano.

Continua sull’Huffingtonpost.



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