“Nel «partito personale» non c’è spazio (al massimo c’è tolleranza, spesso accompagnata a fastidio) per le posizioni di minoranza”

Da una proposta di legge firmata da Sergio Mattarella nel 2006:

“Il «partito personale» è un partito il cui il leader è il partito stesso. Le sue decisioni non sono deliberate ma al massimo ratificate, sono comunicate, normalmente, attraverso i mezzi di informazione. Le «fortune» del partito coincidono con quelle del suo capo e, dunque, tutto il partito lavora per il successo personale del leader.
I dissensi, se espressi pubblicamente, vengono interpretati come azioni contro il partito. Il capo è attorniato da una équipe di fedeli collaboratori che lo consigliano, lo proteggono e condividono con lui, quantunque essi non siano stati eletti ma normalmente solo designati, quote di responsabilità di direzione della gestione del partito e di definizione della linea politica. Il grado di fedeltà al capo misura – per gli interlocutori esterni e in particolare per i media – il tasso di affidabilità e di rappresentatività del pensiero del capo.
Nel «partito personale» non c’è spazio (al massimo c’è tolleranza, spesso accompagnata a fastidio) per le posizioni di minoranza: con il capo si è d’accordo o non lo si è, e, se non lo si è, normalmente si è indotti a lasciare il partito poiché, appunto, il partito coincide con il suo leader”

Annunci


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...