Bankitalia alza la palla, Palazzo Chigi la schiaccia

La Banca d’Italia alza la palla, Palazzo Chigi coglie l’occasione al balzo per schiacciarla. È metà pomeriggio quando da via Nazionale si lascia trapelare una cauta soddisfazione rispetto alla generale concordanza registrata poche ore prima fra Gianni Letta, Ignazio Visco e Fabrizio Saccomanni: “I segnali di miglioramento per l’economia ci sono ma è necessario consolidarli. Si sarebbe dunque vicini a un punto di svolta ma la ripresa sarà graduale”. Un modo per puntellare il governo, così come la banca centrale aveva già fatto con l’esecutivo dei tecnici, in una congiuntura nella quale un governo debole rischierebbe di nuocere sulla parvenza di stabilità raggiunta dai mercati del Belpaese.

Il premier non si lascia sfuggire l’assist per rafforzare la situazione della propria squadra, che negli ultimi giorni è stata costretta a navigare nelle turbolenti acque della sentenza di Cassazione su Silvio Berlusconi. “Dall’incontro fra governo e Bankitalia per valutare i punti positivi e le criticità della nostra economia, sono emersi molti punti che ci lasciano intendere che la ripresa e gli stimoli di ripresa cominciano ad avverarsi”, ha detto parlando da Bolzano, in visita per firmare un protocollo d’intesa con la Provincia autonoma. Segnali positivi che pongono obiettivi irrinunciabili, per i quali, è il ragionamento dell’entourage lettiano, è fondamentale che il governo non cada: “È tutto risolto? Assolutamente no, sappiamo benissimo i tanti problemi che l’Italia e la sua economia hanno. Si toccano con mano anche in territori felici come questo. C’è una situazione sociale complessa, a cui dobbiamo dare risposte, ma la ripresa c’è, ha bisogno di stabilità e la stabilità ha bisogno di comportamenti responsabili da parte di tutti”.

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Sull’Imu Letta cerca la mediazione: ricalca la posizione del Pdl nel 2008

Abolire l’Imu sulla prima casa fatto salvo che per le abitazioni di lusso. Questa la bussola della colazione di lavoro prevista oggi a Palazzo Chigi tra Enrico Letta, Fabrizio Saccomanni e Ignazio Visco, durante la quale l’ormai famigerata tassa sulla casa costituirà una delle portate principali. Il premier sta tessendo le fila di una mediazione i cui dettagli tecnici saranno sviscerati con il titolare di via XX settembre e con il governatore della Banca d’Italia. Palazzo Chigi racconta di un Letta sereno, convinto di chiudere la partita entro il 31 agosto, per evitare che all’inizio di settembre il rinvio stabilito nei mesi scorsi scada, e gli italiani si ritrovino a dover affrontare il pagamento della prima rata.

Per questo il presidente del Consiglio proporrà una soluzione mediana tra le richieste del Pdl di abolire totalmente l’imposta sulle prime abitazioni, come promesso in campagna elettorale, e la volontà del Pd di cedere solo sugli immobili di proprietà dei meno abbienti e delle famiglie numerose. Dopo la conferma da parte della Cassazione della condanna di Silvio Berlusconi, lo scoglio più ostico da superare è costituito da falchi azzurri, guidati dal capogruppo alla Camera Renato Brunetta, che considerano il via libera delle proprie istanze relative all’Imu come una conditio sine qua non per la prosecuzione dell’attività di governo.

La soluzione trovata di concerto tra i tecnici del ministero dell’Economia e lo staff di Letta lascia ben sperare il premier. Tra le rivendicazioni dei risultati ottenuti dal governo di centrodestra nella scorsa legislatura, spiegano fonti vicine al capo del governo, era inclusa proprio l’abolizione “dell’Ici sulla prima casa, tranne che sulle case di lusso anche se prima abitazione”, posizione che costituisce proprio il punto di mediazione su cui Letta spera di incassare il via libera.

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