È Lui?

Non rinuncio alla gioia che con troppa
facilità discioglie, nel segreto
delle mie intimissime manovre,
il ghiaccio dei sudori e delle prove
mancate… Questo gioco mi è consueto:
non cambio la gioia col rimorso!

Eppure sento impedimenti, piovre
che mi stringono…È Lui?  Il Suo soccorsoo
non è divino,, no: è puro gioco
che dentro il mio io scopro, come fuoco
nel fuoco, discorso nel discorso.
Il Suo piano è perfetto, non ha peso.

Io non Lo penso e certo non invoco
la Sua presenza! ed ecco che inattesi
compaiono i Suoi angeli stranieri.
Nella mia vita, freddi, i fili interi
spezzano, aggrovigliano i distesi:
salva, e inconscia, la mia preda ride…

(Quel giorno il Suo angelo fu un serio,
tranquillo contadino che mi vide,
altra volta fu un rapodo uragano
che mi trattenne in camera, lontano…
E fu, ancora, la modesta effige
d’un Cristo che pendeva da uno spago
sul petto che sfioravo con la mano).

(Pier Paolo Pasolini, Un Cristo) 

Yes, Virginia, there is a Santa Claus

Un’amica mi ha regalato una bella storia in questa vigilia di Natale:

Nel 1897 una bimba di otto anni, Virginia O’Hanlon, scrisse una lettera al New York Sun:

Dear Editor,
I am 8 years old. Some of my little friends say there is no Santa Claus. Papa says, “If you see it in the Sun, it’s so.” Please tell me the truth, is there a Santa Claus?
Virginia O’Hanlon
115 West Ninety-Fifth Street

Gli rispose Francis Pharcellus Church, corrispondente del giornale.
Così:

Virginia, your little friends are wrong. They have been affected by the skepticism of a skeptical age. They do not believe except [what] they see. They think that nothing can be which is not comprehensible by their little minds. All minds, Virginia, whether they be men’s or children’s, are little. In this great universe of ours man is a mere insect, an ant, in his intellect, as compared with the boundless world about him, as measured by the intelligence capable of grasping the whole of truth and knowledge.

Yes, Virginia, there is a Santa Claus. He exists as certainly as love and generosity and devotion exist, and you know that they abound and give to your life its highest beauty and joy. Alas! how dreary would be the world if there were no Santa Claus. It would be as dreary as if there were no Virginias. There would be no childlike faith then, no poetry, no romance to make tolerable this existence. We should have no enjoyment, except in sense and sight. The eternal light with which childhood fills the world would be extinguished.

Not believe in Santa Claus! You might as well not believe in fairies! You might get your papa to hire men to watch in all the chimneys on Christmas Eve to catch Santa Claus, but even if they did not see Santa Claus coming down, what would that prove? Nobody sees Santa Claus, but that is no sign that there is no Santa Claus. The most real things in the world are those that neither children nor men can see. Did you ever see fairies dancing on the lawn? Of course not, but that’s no proof that they are not there. Nobody can conceive or imagine all the wonders there are unseen and unseeable in the world.

You may tear apart the baby’s rattle and see what makes the noise inside, but there is a veil covering the unseen world which not the strongest man, nor even the united strength of all the strongest men that ever lived, could tear apart. Only faith, fancy, poetry, love, romance, can push aside that curtain and view and picture the supernal beauty and glory beyond. Is it all real? Ah, Virginia, in all this world there is nothing else real and abiding.

No Santa Claus! Thank God! he lives, and he lives forever. A thousand years from now, Virginia, nay, ten times ten thousand years from now, he will continue to make glad the heart of childhood.


Hichens scrive della morte di Hitchens

Qualunque sia la “corsa” cui sto partecipando su questa terra, all’improvviso mi trovo a essere finalista.

Il Fatto Quotidiano nei giorni scorsi ha pubblicato l’articolo del giornalista inglese scritto dopo la diagnosi del cancro che l’avrebbe ucciso.


La foto di Saviano con un vecchietto del Newark

Roberto Saviano e Philip Roth, la foto su Twitter

Geniale il commento del vecchietto alla foto: “Qualcuno può mandarlo alla mafia? Così potrebbero ucciderci in un colpo solo”


Quel pazzo di Pasolini

L’Espresso pubblica un’intervista inedita a Pasolini, della quale riporta anche l’audio. È del 1975, a poche settimane della sua morte.

Ho chiesto oggi a dei ragazzi svedesi con cui ho parlato, ho fatto loro questa domanda: voi vi sentite ancora più vicini alla civiltà umanistica o vi sentite già dentro la civiltà tecnologica? E mi pare che loro abbiano risposto, piuttosto tristemente, che si sentono la prima generazione di una trentina di generazioni diverse da quello che è stato fino adesso. E per concludere. Tutto quello che ho detto, l’ho detto a titolo personale. Se voi parlerete con altri italiani vi diranno: “Quel pazzo di Pasolini””.


Siam mica qui a far le cornicette al quaderno

In Italia, le scuole dei gesuiti sono quelle che più hanno aperto le porte alla tecnologia fra i banchi di scuola.
È gente che ha messo in soffitta lavagna e gessetti e lavora con le lavagne digitali.
Eraldo Cacchione, che per l’ordine si occupa di queste faccende, ne offre qualche spunto oggi su Notapolitica.

… il nostro compito sarebbe stato quello di guardare alle tecnologie per la didattica non limitandoci a valutare il loro impatto immediato su docenti e studenti, ma allargando lo sguardo alla società nel suo intero per rispondere ad una grande sfida che si trovano ad affrontare contemporaneamente le famiglie, la scuola e il mondo del lavoro: quella di vivere nel pieno della cosiddetta “rivoluzione digitale”. Come gesuiti, eravamo e siamo consapevoli di doverci inculturare in questa rivoluzione capendo fino in fondo la mentalità e le dinamiche che essa ha introdotto nella società contemporanea e, partendo dalla nostra tradizione educativa da sempre aperta alle novità e ai grandi cambiamenti sociali, ci siamo resi conto che la rete dei nostri collegi avrebbe potuto essere un network particolarmente adatto per lavorare a un progetto di innovazione didattica in posizione di avanguardia.


Opere d’arte che non sono tali

La foto qui sopra è di una statua inaugurata ieri alla stazione Termini.

Chi è? Vediamo se indovinate:
– Budda
– Austin Power
– Giovanni Paolo II


La rivoluzione culturale

Il talento di Francesco. Totti e Borromini: due fuoriclasse a confronto“.

Questo il titolo del volume di Enrico Maida e Fulvia Strano la cui presentazione è sponsorizzata dal sito del Ministero per i Beni e le Attività culturali.

Uno dei casi nei quali dare un’informazione e commentarla sono due elementi del testo che coincidono.


Habemus Papam va in giro per Roma

Da domani alle 18.30  fino al 22 maggio, da martedì a domenica, dalle 9.00 alle 21.00.
Queste le coordinate temporali per vedere la mostra Habemus Papam, immagini dal set, a cura di Philippe Antonello.

Per le coordinate spaziali di Palazzo Incontro, sede dell’allestimento, vi rimando a google maps.