Guida (s)ragionata ai 20 artisti che suoneranno sul palco di Grillo

Venti artisti, tre giorni di musica, oltre che di dibattiti. Tra solisti e gruppi, Italia 5 stelle, l’happening del M5s in calendario al Circo Massimo dal 10 al 12 ottobre offrirà a simpatizzanti e attivisti un cartellone nutrito di musica dal vivo. Oltre a Caparezza, che ha smentito le voci che lo davano tra i partecipanti, non ci sarà nemmeno Fedez. Il rapper e giudice di X-Factor ha scritto l’inno della kermesse, “Non sono partito”, ma ha annunciato la sua diserzione, e ha messo non poco in imbarazzo gli organizzatori con affermazioni come “A Grillo l’inno fa cagare”, o “Non mi piace che nell’ufficio stampa ci sia Rocco Casalino, in un’intervista spiegò che si faceva il botox alle labbra“.

EDOARDO BENNATO

Oltre ai Meganoidi, già presenti sul palco dello scorso V-day di Genova, il nome di richiamo è quello di Edoardo Bennato. Il blog di Beppe Grillo lo presenta trionfalmente, enumerando i suoi numerosi primati, quale quello “di essere stato il primo artista ad aver pubblicato due album a distanza di soli 15 giorni, nel marzo 1980, Uffà! Uffà! e Sono solo canzonette (dodici anni dopo Bruce Springsteen effettuerà la stessa operazione con i due album Human Touch e Lucky Town)”. Una partecipazione nata con una chiamata diretta dello stesso Grillo: “Dai, vieni a farti una cantatina con noi”.

Un netto cambio di umore, dopo che all’inizio del 2013 il cantautore napoletano era stato travolto dalla rabbia e dagli insulti dei più focosi tra i militanti 5 stelle per aver scritto e cantato un brano i cui riferimenti negativi all’ex comico risultavano evidenti. “Al diavolo il predicatore / che predica la sua morale / che predica perché vuol bene / al pubblico pronto a pagare”, si sentiva tra l’altro ne “Al diavolo il grillo parlante”.

SKITZOMOVIMENTO

Lo dice il nome. È un gruppo nato sulla scia dell’affermazione del M5s a livello nazionale. “La formazione ufficiale è formata dai due rapper Bellini e Blange e dal musicista arrangiatore Syzz”. Un trio che è riuscito a infilare il professor Stefano Rodotà nel titolo di una canzone (“Buongiorno Presidente – Dimmi perché tu non hai votato Rodotà“), Alessandro Di Battista e Paola Taverna nel relativo video, e che spiegano nel testo che “il partigiano è morto per la sua nazione, io vivo per lui per la sua costituzione”.

Matteo Ponzano, ex vj de La Cosa, ha intervistato il leader della band Andrea Zerillo: “Più che un gruppo siamo un Movimento non etichettabile – ha spiegato – Noi non abbiamo un presidente della Repubblica, ma una monarchia, io vorrei tornare ai tempi di Sandro Pertini”.

Una svolta impegnata per un gruppo le cui hit precedenti appaiono abbastanza lontane da una sensibilità pertiniana, come “Muovi il culo”, canzone pop che racconta del variopinto mondo delle palestre di fitness…

Continua sull’Huffingtonpost.

 


“Tette in su, culo in giù, muovi il culo di qua, muovi il culo di là”

Una hit degli Skitzomovimento, gruppo che suonerà sul palco di Italia 5 stelle, la kermesse organizzata da Beppe Grillo al Circo Massimo dal 10 al 12 ottobre.

 


Simone Cristicchi: “Le foibe? Una tragedia come le Fosse Ardeatine”

“Quello delle foibe e dell’esodo dall’Istria e dalla Dalmazia è una ferita ancora aperta nella storia del nostro Paese, non capisco la strumentalizzazione che ne fanno alcuni esponenti della sinistra”.

Parole che non ti aspetti se non al di dentro di polemiche politiche alle quali da anni siamo abituati. A pronunciarle, invece, è Simone Cristicchi. Il cantautore romano, dopo la vittoria del 2007, si appresta nuovamente a partecipare al Festival di Sanremo.

E nel suo disco, in uscita il 14 febbraio, ci sarà una canzone che affronta di petto il tema della diaspora giuliana: Magazzino 18. Lo stesso titolo del primo spettacolo teatrale sul tema, che debutterà il 22 ottobre al teatro Stabile di Trieste, scritto a quattro mani con Jan Bernas, autore del libro “Ci chiamavano fascisti, eravamo italiani”.

Cristicchi si è avvicinato ad un controverso capitolo della storia italiana “guardando un video su Youtube e leggendo il volume di Bernas”, arrivando a scoprire il silos che, alle porte di Trieste, raccoglie le masserizie depositate frettolosamente e mai recuperate dagli esuli istriano-dalmati nel secondo dopoguerra.

“Quando entri nel magazzino hai la stessa sensazione di quando entri ad Auschwitz, respiri l’aria che si sente alle Fosse Ardeatine”. Parole che sono destinare a far discutere, anche perché pronunciate in prossimità del 10 febbraio, durante il quale lo stato italiano celebra il “Giorno del ricordo”.

Così come a far discutere sarà il testo della canzone, che parla esplicitamente di una vicenda colpevolmente dimenticata dalla narrazione pubblica: “Ci chiamavano fascisti, eravamo solo italiani, italiani dimenticati in qualche angolo della memoria, come una pagina strappata dal grande libro della storia”.

L’intervista è sull’Huffingtonpost.


Siam mica qui ad ascoltare il cd della Nannini


L’era del Travaglio bianco

Ieri sera, in concerto al Foro Italico di Roma, Franco Battiato ha invitato sul palco Marco Travaglio per cantare L’era del cinghiale bianco.

Marco Travaglio e Franco Battiato


Knockin’ on Wiki’s door

Secondo Wikipedia, il significato della celebre canzone di Bob Dylan, Knockin’ on Heaven’s Door, è “poco chiaro”.
L’enciclopedia la mette così:

Il testo, dal significato poco chiaro, viene interpretato come la descrizione dei pensieri di un vice-sceriffo che sta morendo (da qui il riferimento al distintivo). Secondo un’altra interpretazione, si tratterebbero dei pensieri di un soldato morente; sarebbe dunque una struggente denuncia contro la guerra e le innocenti vittime che essa provoca. Quest’ultima interpretazione sarebbe attestata dalle tendenze pacifiste dell’autore e dello stesso cantante.

Eppure la faccenda è semplice: basterebbe leggere il testo, e guardare la scena del film per il quale fu scritto:


Ho sentito di Tom

Il teatro degli orrori.
Ieri sera, a Roma.


Ti sia poco profondo il mare

“Quello scherzo di terra
Che il suo grande cuore
Doveva coltivare”

Lucio Dalla, morto oggi, a tre giorni dal suo 69° compleanno


Il giorno rivelatore

Oggi sono nati Edgar Allan Poe, Janis Joplin e Paolo Borsellino.
Tre che, a modo loro, hanno preso un piccolo pezzo del mio cuore.


Non serve coraggio o fatica

Tredici anni fa moriva Fabrizio De Andrè