E Casaleggio telefona a Roma: “Passatemi Morra”

Ora di pranzo, Nicola Morra è stato eletto capogruppo dei senatori M5s e sta rilasciando interviste. La situazione è precaria, la stanza della presidenza è ancora occupata da Vito Crimi che sta organizzando il trasloco, così si deve accomodare su angusti divanetti in un corridoio. Ma la precarietà travalica la sistemazione del neoeletto (che ha superato Luis Orellana per 24 voti contro 22) e investe l’intero Movimento. Al piano di sotto, Adele Gambaro, fino ad oggi schivo e defilato membro di un corpaccione complessivamente assai rumoroso, sta rilasciando un’intervista ai microfoni di Sky. “Stiamo pagando i toni e la comunicazione di Beppe Grillo – dice la senatrice – i suoi post minacciosi soprattutto quelli contro il Parlamento. Mi chiedo come possa parlare male del Parlamento se qui non lo abbiamo mai visto. Lo invito a scrivere meno e osservare di più. Il problema del Movimento – ha sottolineato – è Beppe Grillo”. Un fulmine a ciel sereno per la pattuglia di Palazzo Madama, solitamente più coesa di quella che si muove alla Camera. E una bella grana da risolvere per il neo presidente.

Che, a botta calda, si dimostra estremamente cauto: “Le spiegazioni di certe dichiarazioni bisogna chiederle direttamente a chi le rilascia”. La linea tenuta dal leader è tutt’altra. Tempo un’ora e sul blog compare una risposta durissima, la prima indirizzata pubblicamente ad un singolo parlamentare: “Vorrei sapere cosa pensa il MoVimento 5 Stelle di queste affermazioni, se sono io il problema”. A Montecitorio la reazione è immediata. “Non si può andare avanti così”, sbotta Alessandro Di Battista parlando ai suoi colleghi. “Vedrai che ci faranno votare proprio sulla domanda che ha posto Grillo”, commenta ironico uno dei deputati annoverati fra i dissidenti. L’ufficio comunicazione si mette in moto, propone un comunicato congiunto che condanni la senatrice eretica e ribadisca piena fiducia al leader.

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