Sonia Alfano: “I M5s mi chiamano per non scomparire”

Teatro Eliseo, Roma. La sede storica della sinistra che riflette, che ragiona, che non teme di perdere tempo animando dibattiti di ore e ore su quali prospettive darsi per un futuro migliore. Una sede oggi battuta da piedi illustri. Pippo Civati, Laura Puppato, Giulio Marcon, Gennaro Migliore Antonio Ingroia si siedono intorno allo stesso tavolo convocati dalla rivista Left. A tema: “Piccole intese, grandi conquiste”, ovvero, come recita il sottotitolo dell’incontro “Un’altra maggioranza è possibile”. Nessun punto interrogativo: non è una domanda, non è un auspicio, è un’affermazione.

Dove si trovano i numeri per costruire un’architettura che sia alternativa alle larghe intese tra Pd e Pdl? Prova a spiegarlo Sonia Alfano, presidente della Commissione antimafia del Parlamento europeo, che concede un’intervista ad Huffingtonpost in una pausa dei lavori. “Vedo molta frammentazione all’interno della sinistra – dice Alfano – ma questa non è una novità. Dal loro punto di vista scorgo una difficoltà ad intercettare altre forze positive, dall’altra tanta paura all’interno della realtà grillina”. L’idea è semplice: cercare di trovare una pattuglia di membri del Movimento 5 stelle disposti a puntellare il Partito democratico su singoli provvedimenti, iniziando, per dirla con Pippo Civati, “ad allargare un dibattito parlamentare che al momento risulta molto stretto”.

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